Chi è Francesco d’Assisi? E che senso ha parlarne oggi?
Fo scrive quest’opera due anni dopo aver ricevuto il Nobel. Il giullare Fo racconta il giullare Francesco: un uomo ribelle, coraggioso, radicalmente fuori dagli schemi del potere e della convenienza. Non un santino plastificato e intoccabile, ma una figura scomoda, viva, capace di farsi specchio di ogni epoca.
Ne nasce un monologo a più voci: in scena c’è un solo attore, eppure lo spettatore si trova davanti a un affresco brulicante di corpi, personaggi, voci. Si vola dal comico alla poesia, dal grottesco al malinconico, senza mai perdere di vista l’ironia tagliente e la risata.
Lu Santo Jullàre Françesco, scritto sul modello del celebre Mistero buffo, alterna giullarate a introduzioni in cui la vita di Francesco diventa uno specchio rovente per interrogare il presente. In scena, il teatro fisico si combina con una forza vocale e linguistica assolutamente originale: lo spettacolo diventa un arazzo sonoro che intreccia lombardo-veneto, napoletanesco, volgare del centro Italia e grammelot, quella lingua universale e senza patria inventata da Fo per attraversare ogni frontiera.
Matthias Martelli, unico attore in scena, raccoglie questa fiaccola, a ottocento anni dalla morte di San Francesco e a cento dalla nascita di Fo, e la rinnova con energia e rigore: restituisce un Francesco contemporaneo, folle, necessario, luminosamente irregolare.